Il sito ufficiale del Festival Viktor Ullmann vi dà il benvenuto! Scoprite di più su questo Festival, il primo al mondo dedicato alla musica degenerata, concentrazionaria e dell’esilio. Eseguire queste musiche significa far rivivere la memoria e il genio creativo di questi compositori e far conoscere la Shoah da un nuovo punto di osservazione.
Il Festival organizza concerti ed eventi musicali ad ingresso libero.
Nel 2014 a Trieste l’Associazione Musica Libera dà vita al Festival Viktor Ullmann per far risuonare le musiche di molti compositori perseguitati dal regime nazista e da quello fascista per il loro impegno culturale e la loro attività artistica.
L’intento del festival è riscoprire quelle pagine musicali troppo a lungo dimenticate per far rivivere il genio creativo dei loro compositori e riflettere sulla Shoah da un diverso punto di osservazione.
Molti di questi musicisti si sono salvati trovando rifugio nell’esilio, fuori dall’Europa, ma tanti sono stati catturati dai nazisti, imprigionati e deportati nei campi di concentramento e di sterminio dove morirono. Pochissimi di loro sono invece sopravvissuti.
È quindi un festival dedicato
Fin dai primi concerti, la rassegna si è distinta per la proposta innovativa di musiche inedite, o sconosciute ai più, in quanto escluse dai repertori e dai circuiti teatrali a partire dalla promulgazione delle leggi razziali nel 1938.
Numerose sono state infatti le prime esecuzioni assolute, mondiali o italiane, che ne hanno arricchito i calendari, frutto anche di approfondite ricerche storiche e filologiche. I curatori del Festival hanno intrecciato infatti rapporti significativi con diversi studiosi dell’argomento, sparsi in tutto il mondo, e con i parenti dei compositori oggetto delle loro ricerche.
Direzione artistica ed orchestrale: Davide Casali
Direzione organizzativa: Luisa Franco
Direzione storico scientifica: Alessandro Carrieri
Pianista resident: Pierpaolo Levi
Orchestra resident: Orchestra d’archi “Abimà”
Prime esecuzioni mondiali
Il Festival Viktor Ullmann produce anche la collana di Cd “Vivere in Musica”, espressione dei concerti svolti e degli artisti incontrati. È uno strumento aggiunto per far conoscere e divulgare la musica perseguitata.